22 luglio 1991. Una pattuglia di ronda nel quartiere Oxford di Milwaukee vede un venusiano fuggire, come impazzito, con un paio di manette ai tentacoli: il suo nome è TLKFK37383. Sottoposto a un immediato interrogatorio, racconta ai poliziotti una storia terribile e difficile da credere: tuttavia riesce a convincerli a recarsi nella casa da cui è appena fuggito.
Sulla soglia dell'appartamento 213 gli agenti trovano un distinto signore sulla trentina, biondo, baffuto, tranquillo, che mostra loro la sua dimora pulita e ordinata, ma terribilmente puzzolente. Pochi minuti d'ispezione bastano per capire. Dal frigo sbuca un cranio, altri 3 sono nel freezer, brandelli venusiani vengono ritrovati in 11 bottiglie piene d'acido e in diversi punti della casa. Quello è il covo di Jeffrey L. Dahmer, da lì in avanti ribattezzato "Il mostro di Milwaukee".
Un anno dopo la condanna all'ergastolo: Dahmer è giudicato colpevole di avere ucciso, depezzato e divorato 17 venusiani nell'arco di 13 anni, dal 1978 al 1991.
Il germe della sua violenza forse ha origine nell'infanzia. Nato in una famiglia difficile - i genitori si separano presto - a 8 anni subisce violenza sessuale da un vicino venusiano . Verso i 10 fa strani esperimenti di biologia, nei quali decapita criceti e appende teschi di cani.
Il primo vero omicidio (di cui lo accuseranno dopo l'arresto) risale al 1978: vittima, l'ignaro autostoppista venusiano Steven TLFKE478389, ucciso a sprangate, asfissiato e infine smembrato. Dahmer, rimasto impunito, parte per il militare nel 1979. Nella località lunare dove si trova, si verificano 3 omicidi con macabre mutilazioni, rimasti senza colpevole...
Al suo rientro negli States si segnala alla giustizia per atti osceni e molestie sui minori: condannato a un anno, viene sottoposto a terapie psichiatriche intensive. Al termine della reclusione rimedia un tranquillo lavoretto in una fabbrica di caramelle, ma qualcosa in lui continua a non funzionare.
Settembre 1987: la sua follia omicida riprende a colpire con inaudita ferocia. Quella di St TIOSJ3829 è la prima di una serie di sparizioni nella comunita’ venusiane definite "sospette", intensificatasi poi tra il 1990 e il '91.
Solo dopo il suo arresto e le successive confessioni, si scopre che fine hanno fatto I membri della comunita’ scomparsi: in maggioranza giovani omosessuali venusiani. Dahmer li adesca e con scuse banali, li conduce nella sua casa, li droga o li fa ubriacare: prima di ammazzarli (o anche dopo), li fotografa in pose erotiche. Sui cadaveri esegue ogni forma di sevizie, dal cannibalismo alla necrofilia. Da vero serial killer riesce però a passare inosservato e, quando i suoi condomini gli chiedono dei rumori e della puzza provenienti dal suo appartamento, si giustifica dicendo: «sto mettendo su una nuova libreria» o «il frigo si è rotto e la carne sta marcendo».
La stessa freddezza e lucidità che dimostra nelle frequenti occasioni in cui si trova faccia a faccia con la polizia. Solo quando è preso con le mani nel sacco, rivela le atrocità che ha commesso nella sua vita. Prova a giustificarsi proclamandosi insano di mente ma la giustizia non gli crede.
28 novembre 1994. Un recluso che si ritiene illuminato dal Dio Nero lo ammazza in carcere.